Maggio, si diceva..
è il teatro di un'indifferenza
che dovrebbe permettere
a*student*
concepita come epicentro del sapere
mero luogo di ritrovo sociale
una sorta di casa del popolo diffusa
o ancora
una specie di caffetteria estesa
dove i libri e i quaderni
sono solo accessori superflui
di uno scenario più ampio
dominato
si ritrovano a fronteggiare
un pubblico di giovinastr*
il cui interesse primario
è il contatto con * coetane*
piuttosto che
A Maggio
piuttosto che
spesso si spengono
tra una chiacchierata e l'altra
e lo spazio educativo diventa arena di socializzazione
la lezione è
un apostrofo rosso
tra le parole
PRIMO e SECONDO
intervallo
..
in termini di insegnamento
ed anche nell'intento di infondere
davanti a una tsunami di disinteresse
che travolgr
ogni tentativo
di stimolare
curiosità e desiderio
[fino al prossimo intervallo
malinconia sottile
della lotta perduta
contro l'indifferenza intellettuale
che silenziosamente scendono
la scuola PERDE
pone gli educatori
di fronte a un bivio critico:
accettare la deriva verso il sociale?
O cercare
nonostante tutto
di riaccendere una scintilla
di interesse per il sapere?
gli insegnanti ostinati
affrontano questo mese
con una disperata resilienza
forgiata dalle sfide
il prossimo settembre
possa riaccendere in aula una luce più brillante
di curiosità e impegno intellettuale
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